| Non c'è acqua da perdere |
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Il Progetto è stato finalizzato alla promozione di un percorso di educazione ad un uso consapevole e responsabile dell’acqua. Guarda l'allestimento della mostra
Attraverso una mostra interattiva, sono così state affrontate una serie di tematiche ad essa inerenti, quali la sua disponibilità, le modalità di accesso, gli usi (agricolo, civile, industriale, energetico), i consumi, ed inoltre, la privatizzazione del bene comune acqua, l’inquinamento delle falde, la desertificazione, i conflitti che scaturiscono dal mancato accesso ai beni essenziali, tra cui appunto l’acqua, ed infine la solidarietà. Ogni argomento è stato sviluppato con supporti di tipo artistico, scientifico e multimediale, fornendo numerosi spunti per una serie di percorsi multidisciplinari che potranno essere ulteriormente sviluppati nelle ore curricolari; ciò sarà del resto possibile soprattutto grazie al coinvolgimento dei molti insegnanti che hanno vivamente approvato il percorso educativo della mostra.
Hanno partecipato 47 classi, di 20 scuole diverse, tra cui una materna,
otto elementari, sei medie inferiori e cinque medie superiori. Il
risultato complessivo dell’esperienza didattica e divulgativa da noi
proposta è stata senza dubbio assai positiva. Gli animatori sono
inoltre riusciti ad adattare i contenuti in relazione all’età, e anche
con i più piccoli, verso i quali si sono privilegiate delle modalità
comunicative più ludiche e meno complesse nei contenuti, riteniamo che
il messaggio di fondo di “H2OK” sia stato efficacemente accolto,
essendo stato chiaro ai bambini come l’acqua rappresenti un bene di
tutti, una sorta di dono dal quale ne va della bellezza e soprattutto
della vita del nostro ecosistema. I ragazzi delle medie (inferiori e
superiori) poi, sono stati particolarmente colpiti dal fatto che le
gravi problematiche inerenti all’acqua dovrebbero coinvolgere tutti
noi e il nostro sistema economico. Questo è dovuto anche al fatto che,
all’interno della mostra, essi sono stati spinti ad un confronto di
differenti stili di vita, e alla comprensione di un uso migliore
dell’acqua, nel segno della sobrietà e dell’efficienza, rendendo ad
essa e alla sua tutela un significato e un importanza adeguati al suo
centrale valore per la vita.
La mostra è stata ideata e costruita da Paolo Rizzi ed è stata resa possibile grazie al contributo della provincia di Gorizia.
I 4 animatori della Tenda per la pace e i diritti non hanno solo voluto
promuovere una nuova “cultura dell’acqua”, in linea con l’impegno
dell’Unesco del marzo del 2006, ma destare la consapevolezza della
crisi idrica globale imminente, stimolando azioni (individuali e
collettive) utili alla salvaguardia di questa risorsa insostituibile. Concludendo, il messaggio di Paolo Rizzi chiaramente manifestato con l’allestimento della mostra e pienamente supportato dalla Tenda è: noi cittadini non siamo capaci di miracoli, ma questo non vieta che possiamo e dobbiamo lottare insieme per la difesa dell’acqua come bene comune dell’umanità e diritto umano, raccogliendo la sfida per garantirne l’accesso a tutti, anche contestando la soluzione proposta da certe istituzioni che affidano l’acqua al mercato e alle sue leggi. |